San Gregorio Treviso

La musica sfida la parola – tra rinascimento e barocco

Università Popolare Auser di Treviso presenta “Musica dal Vivo 2014 XXII Edizione” il giorno Sabato 15 febbraio – ore 17.00

“La Musica sfida la Parola”
Tra Rinascimento e Barocco

Tra Rinascimento e Barocco, Claudio Monteverdi, Luca Marenzio e Gesualdo principe di Venosa portano a compimento quella grande parabola che, dal Trecento al Seicento, vedrà lo sviluppo e l’evoluzione del Madrigale quale grande palestra tecnica e poetica del rapporto tra Parola e Musica.
L’Italia riprende, in questi secoli, il testimone dell’antica lirica greco-ellenistica, e apre quel complesso cantiere dell’espressione lirica moderna che sfocerà nel melodramma ottocentesco.
Tutta la storia della musica occidentale è percorsa da una non esauribile e tanto più feconda tensione tra testo letterario e linea musicale, ed anche in questa fase ( il tardo Rinascimento) di avanzato sviluppo, la parola svolge ancora un ruolo di rete strutturale, di orientamento espressivo di grande importanza.
Non a caso il meglio della poesia italiana ( Petrarca, Tasso, Guarini) si misura con il meglio della musica del tempo. Ma già nel Trecento prendeva forma il Madrigale, che, come suggerisce l’etimologia ( da matricalis, probabilmente nel senso di lingua madre – e quindi lingua della psiche più strutturata) poneva in primo piano il rapporto Parola – Musica.
Ma i due grandi campi semantici non sono destinati a fondersi, né a cedere l’uno all’altro improbabili superiorità; destinati piuttosto a costruire insieme grandi avventure espressive, e a riproporre con inalterata vitalità la domanda sulla loro natura di linguaggi, su ciò che li unisce e ciò che li differenzia., e sul perché sono così reciprocamente attratti.
Sulla scia di queste domande, si colloca l’interesse e la particolarità del concerto di questa sera e l’operazione che, su importanti madrigali d’epoca, ha condotto Walter Vestidello. Con una ardita operazione musicologica ( anche se non estranea alle ‘pratiche’ musicali d’epoca) ha trasferito le parti vocali originali al gruppo degli strumenti ad arco, e consegnato il testo cantato alla sua origine letteraria che verrà riprodotta nella forma di voce recitante, fuori dallo spartito, ma strettamente adiacente o concomitante con l’esecuzione strumentale.
Questa operazione ‘a cuore aperto’, in cui i due linguaggi escono dalla fusione e si riappropriano di una loro specificità e autonomia, ha un senso, a parte il valore intrinseco dei testi, come lettura moderna di un fenomeno antico al cui interno si rivive la vicenda culturale che li ha fatti nascere, si rivivono gli stimoli tecnici e poetici che hanno ispirato gli autori.
Come sempre, il grande eterno tema della parola cantata sarà, anche questa sera, l’Amore e la Natura. Quasi a ribadire che questa grande pulsione universale convoca a sé il meglio dell’espressività umana. E il mito di Orfeo qualcosa ci dice, quando il Canto “rischia” di vincere la morte.

Madrigali a 4 e 5 voci in versione strumentale
per quintetto d’archi, con voce recitante

Versione strumentale a cura di Walter Vestidello

Mariaelena Chech, Giovanna Damiano violini
Alessandro Dalla Libera viola
Edvige Forlanelli violoncello
Walter Vestidello violoncello e violoncello a 5 corde

Daniela Barzan voce recitante

PROGRAMMA

Programma

Claudio MONTEVERDI ( 1567 – 1643)
Sinfonia d’introduzione, dal primo atto di “Orfeo” – 1607
“Volgea l’anima mia”, dal “Quarto libro di Madrigali a 5 voci” – 1603
Testo di Giovambattista Guarini (1538 – 1612)
“A un giro sol de’ begl’occhi”, dal “Quarto libro di Madrigali a 5 voci” – 1603
Testo di Giovambattista Guarini (1538 – 1612)

Luca MARENZIO ( 1553 – 1599 )
“Solo et pensoso”, dal “Nono libro di Madrigali a 5 voci” – 1599
Testo di Francesco Petrarca (1304 – 1374)
“Non vidi mai dopo notturna pioggia” dal “Primo libro di Madrigali a 4 voci”1584
Testo di Francesco Petrarca (1304 – 1374)

Claudio MONTEVERDI
“Ah, dolente partita”, dal “Quarto libro di Madrigali a 5 voci” – 1603
Testo di Giovambattista Guarini (1538 – 1612)
“Io mi son giovinetta”, dal “Quarto libro di Madrigali a 5 voci” – 1603
Testo di Anonimo

Luca MARENZIO
“Zefiro torna e’l bel tempo rimena”, dal “Primo libro di Madrigali a 4 voci” – 1584
Testo di Francesco Petrarca (1304 – 1374)
“Vezzosi augelli”, dal “Primo libro di Madrigali a 4 voci” – 1584
Testo di Torquato Tasso (1544 – 1595)

Claudio MONTEVERDI
“Zefiro torna e di soavi accenti”, da “Scherzi musicali” – 1632
Sinfonia d’introduzione

Carlo GESUALDO Principe di Venosa ( 1566 – 1613 )
“Itene, o miei sospiri”, dal “Quinto libro di Madrigali a 5 voci” – 1611
Testo di Ridolfo Arlotti (1546 – 1613)
“S’io non miro, non moro”, dal “Quinto libro di Madrigali a 5 voci” – 1611
Testo di Ridolfo Arlotti (1546 – 1613)

Claudio MONTEVERDI
“Anima del cor mio”, dal “Quarto libro di Madrigali a 5 voci” – 1603
Testo di Anonimo
“Non sono in queste rive”, dal “Quarto libro di Madrigali a 5 voci” – 1603
Testo di Torquato Tasso (1544 – 1595)

Carlo GESUALDO Principe di Venosa
“Gioite voi col canto”, dal “Quinto libro di Madrigali a 5 voci” – 1611
Testo di Testo di Ridolfo Arlotti (1546 – 1613)
“Moro, lasso”, dal “Sesto libro di Madrigali a 5 voci” – 1613
Testo di Ridolfo Arlotti (1546 – 1613)

Claudio MONTEVERDI
“Sì, ch’io vorrei morire”, dal “Quarto libro di Madrigali a 5 voci” – 1603
Testo di Maurizio Moro (15.. – 16..)
“Piagn’e sospira”, dal “Quarto libro di Madrigali a 5 voci” – 1603
Testo di Torquato Tasso (1544 – 1595)
“Zefiro torna e’l bel tempo rimena” dal
“Sesto libro de’ Madrigali a 5 voci con un Dialogo a 7 con il suo Basso continuo” – 1614
Testo di Francesco Petrarca (1304 – 1374)

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